Microfiliera Energetica

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Fasce tampone boscate nel reticolo idrico secondario: una filiera "eco-energetica"

"Too much of a good thing! L’azoto e la rivoluzione rappresentata dai fertilizzanti di sintesi permette alla popolazione mondiale di avere accesso al cibo:in questo senso l’azoto e una good thing. Un eccesso di azoto porta pero ad una serie di problemi ambientali/sanitari/economici che e meglio non ignorare (too much).” [ European Nitrogen Assessment, april 2011]

I costi legati al riscaldamento tradizionale sono in costante aumento; è prevedibile nei prossimi anni un sempre maggiore ricorso ad energie alternative (rinnovabili), tra cui l'utilizzo di legna da ardere. A questo proposito, le tecnologie con cui sono realizzate le caldaie a pellets permettono un notevole aumento dell'efficienza energetica, a costi sempre più accessibili. Le previsioni indicano un aumento delle aree boscate in diversi Paesi europei, soprattutto in quelli in cui sono disponibili ampie porzioni di territorio e in cui le densità abitative sono basse. In Italia la situazione è complessa per la conformazione e gli usi del territorio.  Nuove e rilevanti superfici boscate possono essere concepite quali sommatorie di filari di spessore variabile, allineati lungo i corsi d'acqua del reticolo idrografico secondario.  Nel solo bacino del fiume Oglio sub lacuale sono teoricamente disponibili 12,500 km lineari.

Oggetto e obiettivi

Realizzazione di fasce tampone boscate nel reticolo idrografico secondario del bacino del fiume Oglio e attivazione di una filiera locale mirate a:

  1. produrre biomasse (in particolare: pellets) per riscaldamento, a integrazione della microeconomia locale;
  2. attenuare i carichi eutrofizzanti e i processi erosivi;
  3. mantenere o ripristinare corridoi ecologici e vie d'acqua;
  4. incentivare la biodiversità e il valore paesaggistico.

Le fasi dello studio

  1. Quantificare i costi relativi alla realizzazione di fasce boscate con essenze autoctone che producano legna adatta alla realizzazione di pellets.
    Questa prima fase prevede la simulazione di diversi scenari (ad esempio: spessori variabili, da un lato o entrambi, con essenze che hanno tempi di crescita diversi).
  2. Quantificare le rese in termini di biomassa prodotta nei diversi scenari e in diversi orizzonti temporali.
  3. Analizzare una possibile filiera locale che permetta la conversione della biomassa in prodotto utilizzabile (pellets). Quantificare i costi di trasformazione del prodotto e le rese.
  4. Monetizzare o indicare in modo qualitativo altri aspetti associati alla realizzazione di fasce riparie boscate come, ad esempio, il mancato reddito di altre colture tradizionali, la rimozione di azoto per denitrificazione, gli aspetti legati al paesaggio, le indicazioni della Water framework e nitrate directive.
  5. Effettuare un computo economico complessivo di diversi scenari ed una analisi comparativa rispetto al business as usual e rispetto a scenari in cui sono simulate le proiezioni dei costi delle energie tradizionali e le rese delle colture agricole tradizionali.
  6. Analizzare la letteratura specifica in altri ambiti europei in cui queste pratiche sono affermate o si stanno affermando.
  7. Disseminare i risultati dello studio tramite una serie di incontri con tecnici e potenziali portatori di interesse.

Tempi di realizzazione

Lo studio verrà terminato in un anno di attività, a partire da novembre 2012.

Fasce tampone boscate nel reticolo idrico secondario: una filiera "eco-energetica"